Frammenti occidentali
I
Questa frammentazione del discorso
è per me, in realtà, soltanto
il riflesso dell’infrangersi dell’anima
sullo specchio luccicante della vita:
una miriade di vetri colorati
sparsi sul nero manto della strada.
II
Ruggenti criniere
di leoni alati,
tra fuggenti nubi,
il limitare di morenti giorni
incendia.
Baluginanti s’ergono possenti:
vividi fuochi dal futuro incerto,
ricordi d’un mitico oltretempo.
III
Degli alberi,
ignare, ogni giorno,
le nere tremule dita
innalzano vani lamenti
sui soli morenti,
sui caldi riflessi
di fulgide ali fuggenti.
IV
Allora
mirando sgomento
le soffici scie di aeroplani
sbiadite sul fondo
di fiochi rintocchi lontani
nel roseo tramonto
discendo...
Silenzio.
V
...
VI
O pace silente!
Adesso si tace
l’aere rovente
e trepido attende
l’avvento tremendo
dell’ultimo evento.
VII
Non ci sono ormeggi sicuri
ai quali ancorare l’orizzonte:
questo sguardo spazia oltre i confini conosciuti,
quando il tramonto cederà il passo alla notte
l’oscurità sarà soltanto un riflesso
del perdersi dell’anima
dentro lo specchio della vita.
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia11 febbraio 2008
Particolare, dotto incipit di... qualcosa che, a questo punto, il lettore aspetta con curiosità... Raffinato, accattivante.
T
Thomas18 febbraio 2008
Convincente. Pulita. Lineare. Espressiva. Anche se questo postneoclassicismo (??) carducciano non è affar mio. Ma cmq bella.
