Lingua madre
Alma Gjini
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La mia lingua non è una sola voce:
è un confine che cambia quando parlo,
una casa che a volte si allontana
proprio mentre provo ad abitarlo.
Ci sono parole che non passano,
restano ferme sulla soglia stretta;
altre invece scivolano leggere,
ma non hanno la stessa profondità.
Dico “casa” - ma non è la stessa,
dico “madre” - e il suono si divide;
ogni parola ha due direzioni,
una che resta, una che coincide.
Eppure in questo spazio imperfetto
nasce qualcosa che prima non c’era:
una lingua nuova, fatta di passaggi,
di errori vivi e di luce sincera.
Non è perdita - è trasformazione,
non è distanza - è un altro modo di sentire:
porto due mondi dentro la voce,
e li faccio, ogni giorno, convivere.
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Alma Gjini
Commenti (1)
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Pierfrancesco Roberti18 giugno 2026
stupenda lirica provoca i brividi di emozioni forti colpisce il lettore nel fondo complimenti con il plauso

