Quell’istante tremulo
Forse si voltano
in quell'istante
tremulo le foglie
di un albero che precipita.
E tutto intorno rimane
sperso tra le radici
che respirano la stessa aria.
Un gesto e il vento
del nostro viaggio quotidiano
torna al suo posto
come quel volto
di sempre in quel busto
su di un binario cieco
ad immaginare
il fumo delle locomotive a vapore.
Al primo soffio
tocco della solitaria bufera
sul taglio dei capelli di primavera
l’inverno smette la cuffia.
E da allora che le lanterne
sotto quel tetto
accolgono le ragnatele
per dire la loro parola
raccogliere ed ascoltare.
Legge la sirena
un richiamo
quando tutto pare
nella speranza smarrito
finché stridendo
come una catena al boccaporto
senz'ali schiude un annuncio
in quella rondine sotto coperta.
Al nido s’arriva dal porto
ed ogni muro d’arrivo
non è una pietra inutile
se non si sbaglia
il filo della tela.
Ma non è detto
o giù di lì.
©
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