Un’impronta d’aria
Marcella Usai
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Un’eco di vetro s’attarda
tra i rami del vespro
come l’impronta trasparente
di un passo sull’erba
che riprende il suo cammino.
Non lascerò il fragore della pietra
ma un’ombra sottile di luce
che impara a pettinare la nebbia
un piccolo vuoto di sale
dove il mare dimentica le sue onde.
E se la terra trattiene il mio nome
sarà soltanto come la piega
lasciata da un volo
nel petto dell’aria.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Marcella Usai
Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.
Commenti (2)
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Rosita Bottigliero20 agosto 2026
Un testo molto evocativo, costruito intorno all’idea della traccia che resta senza diventare peso. Le immagini del vetro, della nebbia, del sale e del volo suggeriscono una presenza destinata a dissolversi, ma capace di lasciare una lieve impronta. Il tono è elegiaco e delicato: più che la morte o l’assenza, sembra celebrare una forma di scomparsa luminosa e pacificata. Bellissima
carla composto22 agosto 2026
termini delicati,come lo è tutta la poesia l'ultima strofa eccelsa complimenti poetessa


