Il Muro della Luce
Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.
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Un'opera, "Il muro della Luce" di Marcella USAI, dal contenuto struggente, dove le immagini cariche di simboli e di segni, si susseguono con un ritmo incessante, lasciando nel lettore un forte senso di smarrimento, di vuoto e di solitudine. È la solitudine, scrive l'Autrice, fatta di fratture che hanno contagiato e travolto non solo il corpo, ma anche e soprattutto l'anima. E quel pessimismo esistenziale che può sembrare dapprima di un solo individuo, di una singola persona, si appalesa essere un pessimismo cosmico, universale, tant'è che anche all'orizzonte si alza l'inganno di un tuono d'argento, un lampo acido che taglia il cielo come una lama. Pure il cielo diventa un muro ed è sordo ad ogni richiamo di cambiamento. In simili condizioni è facile soccombere e seguire il procedere ambiguo di un mondo corrotto. Ma proprio qui si avverte la forza e il coraggio di reazione, di una reazione che arriva come un fulmine a ciel sereno. No, non mi arrendo alla ruggine del mondo, esclama e grida a gran voce l'Autrice, che anzi sono un faro che illumina e risplende. La complessità e profondità dell'opera suggerisce e insegna, a mio avviso, a non cedere mai alle lusinghe di un mondo che sembra andare ogni giorno più alla deriva, ma di essere se stessi conservando sempre e comunque la propria identità. Complimenti veramente per l'elaborato d'ampio respiro e pregno di spunti per una attenta ed acuta riflessione.

