Blues Settembrino
Marcella Usai
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Il vento di settembre affila i rami,
e c’è una crepa nell’ora che declina,
un’ombra storta posata sulle cose.
Cede l’estate senza far rumore,
e mi sento foglia sciolta dal ramo,
giravolta leggera dentro il vuoto.
Non cercare in me la gran luce,
non chiedermi la chiave che disserra:
è questo male di vivere a mezz’aria,
questo peso di piuma che m’ingombra
mentre aspetto la terra.
Ma c’è un’attesa muta nelle zolle,
un’ostinata forza sotto il buio.
Non è fine, è soltanto mutamento:
cadere è la prima arte della luce.
Mi poserò sul fango come un dono,
invento d’oro e di rame nella sera,
per riafferrare il cielo,
più luminosa,
più vera.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Marcella Usai
Dalla mia penna scaturisce una miriade di emozioni; il dolore, la gioia, la speranza. Quando esprimo i miei pensieri sento di essere in armonia con l’universo. Lascio scorrere i rivoli dell’anima sino ad infrangersi in mille goccioline su argentei ciottoli.
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