Dark Room
E ho chiuso, infine, dietro a me la porta
restando, dei gemiti, il solo faro
a guidarmi poi fra morbidi approdi
d’umide pelli arricciate fra pieghe;
- gli afrori abbagliavano i miei sensi -
curva sinuosa a impigliarsi fra dita
mani protese a scavarmi le gambe
labbra straniere a contendersi guizzi
perla di carne a incontrarmi la lingua
- unico corpo dai mille sapori -
Perdendo conta di abbracci su pelle
scivolo in guaine di vario spessore
colando ansiti senza un profilo
nel buco nero di un caldo Universo
- di tante bocche respirava il petto -
©
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Commenti (2)
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B
Benedetta Cavazza Miciamalvina18 febbraio 2008
ho cliccato suklla poesia senza vederne l'argomento..dunque l'ho letta senza preconcetti ne attese..come un quadro di cui sia lasciato a colui che 'sente' l'impressione profonda ed il significato..dunque ho percepito nelle parole ancor prima della passione sensuale e coinvolgente un amore-dolore adorante e struggente.Mi ha dato molto in tinte scure, si, ma intense, vive e colme di slanci verso l'interiore che si fa spirito mentre consuma l'amore..non solo nel letto ma giorno per giorno
Paolo Ursaia18 febbraio 2008
Sensuale poesia d'ambiente... carnalità mentale... molto piaciuta
