Nerina
All'uscita del vicolo
si consuma selvaggia
la notte, ogni anima
pellegrina anela
cercando la dea,
la Venere nera
dalle scarpe rotte
perché Nerina
regala l'amore
per poche marchette,
dalle sue poppe
stilla il piacere
puro come il latte,
dalle sue coppe
di vino drogato
si assaggia l'essenza
tutta d'un fiato
della dea nera
come la notte
selvaggia
batte la notte
la mezzaluna
nel cielo brillo,
batte la strada
come la luna
coi suoi tacchi a spillo,
mentre le anime
arrivano a frotte
ad adorare
quelle due stelle
cadute dal cielo
in mezzo al suo viso
azzurre
come il mare...
arrivano a frotte
a chieder l'amore
a quattro mignotte,
chiedono il corpo
ma la dea nera
regala anche il cuore
perché Nerina
ha un cuore che batte
che batte più forte
nel corpo ritrito,
che chiede l'amore
e non un meschino
appetito, che chiede
l'amore e batte
nel petto, come quel piede
che batte la strada
ma i pellegrini
prendono il corpo
e ignorano il cuore
e dell'amore non restano
che poche marchette
e il ricordo amaro
d'una notte
ma il ricordo d'un amore
resta a Nerina,
la Venere nera
dalle scarpe rotte
©
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