Non cercare e non chiedere ciò che dovresti incontrare
Non cercare e non chiedere ciò che dovresti incontrare.
Il pensiero prevale alla sorte che svela l'idea.
Esiste un rimedio alla circostanza.
E' nel corso ad incastri di ogni evenienza.
Il tempo perfetto è quello sfumato
in un incontro piacevole e non concordato.
Si ride e si scherza della sorte malsana,
di ciò che si appresta all'attesa,
del taglio che insiste sul filo di lama.
Si vola sulle ali dell'appiglio veemente
che esiste soltanto nella nostra mente.
E' quello a cui mano pretende sostegno.
E' quello che scorre di dentro.
Non cercare e non chiedere ciò che dovresti incontrare.
Basta solo avanzare con incedere sano.
Sentir la scintilla nella ristretta pupilla
è capir che l'odierno può essere eterno.
Non cercare e non chiedere ciò che dovresti incontrare.
Solo ciò che si vuole si riesce a incastrare.
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L'autore
Exeunt
35enne, mente economica, spirito emotivo. Introspettivo e analitico, almeno così dicono. Pretendo dalla vita il volo giocoso degli slanci emotivi. Ricerco i miei simboli, che sviluppano emozioni, e mi dicono chi sono. Figlio d'attenzione felina, selettivo, fluido. Per me il piacere non è nell'avvere o nel saper
Commenti (1)
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M
Marina Como9 maggio 2008
La vita in un puzzle dove cercare con cura i tasselli, è l'imperativo per una sana visuale del mondo, dove ogni attimo che ”scintilla” è impresso per sempre nella ”pupilla” della memoria. Una molto ben fatta rigida struttura a rime baciate in coppie di versi, eccezion fatta per la terzina centrale, a sottolineare il messaggio caduco della vita.