In un mare di guai
In un mare di guai
posso soccombere o lottare
posso battere le ali come uccello ferito.
In un mare di guai
io pachiderma di questa vita
guardo svolazzi di gabbiani incolori
e sirene bianche miraggi d'esistenza.
Il battito dei remi delle scialuppe
in lontananza si dirada
sventolando bandiere non mie
e aizzando le onde
tempeste di guai
in un diaframma di desideri.
Sento forte il vento sulla pelle
e ipotermia diffusa fin oltre il cuore.
Hanno spento il faro per me laggiù
distante e mai domo lo persi di vista
ancora giovane natante sul mare per il cielo.
E ora navigo,
cuore e ardore
in un mare di guai
posso lottare
o affogare.
©
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Commenti (2)
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O
Osvaldo Spizzirri26 febbraio 2008
Lottare sempre per non strisciare nei sensi di colpa, gli sbagli sono gli archivi delle proprie esperienze, ma cio' ha bisogno di un ideale di un qualcosa che gia' abita in noi vuole solo stimolata, la chiamavano volonta'
M
Marusca Leali6 novembre 2010
Trovo questa lirica contemporanea con un fattore simbolico forte, il naufrago che vive di nuovo, ci sono delle belle sensazioni, delle belle parole forti, crude, crude non perché brutte ma con la forza d'espressione necessaria per non cadere nella banalità. Hai ragione, ho letto qua e là qualcosa e ci sono delle cose da ridere... L'importante è che comunque qualcuno faccia la differenza. Ma, non posso rispondere al tuo commento direttamente nella mia poesia?