Fiore di pesco
Porgo i miei seni
gonfi di voluttà e speme
ai tuoi occhi azzurri e tesi
e mano lenta si posa
sull’ombra ancor nascosta
del tuo istintivo piacere
mentre muto rispondi
al mio sorriso di donna
donna per te
Offro fragole acerbe
al petto bianco
della tua camicia di seta
mentre cade nel nulla
l’asciugamano
e il tuo corpo mi chiede
armonia di baci
da bocca a bocca
e labbra suadenti
pretende
Cedo
mi levi a te
come fiore di pesco
su cima di ramo
è terra di nessuno adesso
nel turbinio convulso di fianchi e grida
di rondine e fanciulla
abbagliata da orgiastica luce
sul dorso del fiume che mi investe
mi ghermisce
mi dilaga
©
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Commenti (3)
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O
Orfeo2 marzo 2008
Splendida davvero, soave e per niente volgare, ricca di armoniche sensazioni primitive e sensuali nella loro insaziabile sete d'amore. Brava. Sappi che le terre di nessuno sono le più ambite e contese.
Rasimaco2 marzo 2008
composizione che, pur trattando un argomento che facilmente può essere travisato, manifesta una sensualità spiccata, un eros velato seppur intenso, stilisticamente e lessicalmente apprezzabile
Gesuino Curreli20 maggio 2009
C'é' la voluttà che solo una sensibilità femminile può creare. Lasciarsi andare e mantenere stretto il senso del buon gusto nel parlare. Che scena ragazzi, é un bel guardare! No, no, scusate! Volevo dire questo è un bel sentire!

