Mattino toscano
Nel tepore del risveglio
m’inebria l’antico profumo di lavanda
sui cuscini e nel letto
dove mi trovo ancora resa
al tergiversare della notte
e all’impeto di affettuosi lontani
odori familiari
questa casa di campagna
dove tutto è silenzio
il mattino era
pigolosa gioia di uccelli nei nidi
muggiti di animali già stanchi e sudati
raggi impertinenti tratteggiavano i muri
da stecche inutili di vecchie persiane
e l’odore di ceppi bruciati
misto al caffè della napoletana
impregnava l’aria
clandestina osavo
venir fuori da ruvide lenzuola
occhi e naso curiosi di vita
nella stanza enorme come piazza d’armi
cruccio di sinistre gelide angosce
avvezza com’ero
a bambole e prassi cittadina
ma la nonna sapeva consolare
profumata di biscotti ora sfornati
tintinnio di cucchiaio saliva le scale
passi lenti di donna dai fianchi troppo larghi
ad annunciare festosa l’ora di andare a messa
usciva da quel petto smisurato
la sua voce come un canto
unico doppio cuore di mamma
visioni che passano in un lampo
mentre apro definitivamente gli occhi
come Atlante infilo la vestaglia
e guardo distrattamente fuori
una nuvola rosa
di peschi in fiore
©
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia13 marzo 2008
Un panorama, ancora prima che naturale, intimo, della memoria. Quasi struggente. Molto piaciuto
Rasimaco13 marzo 2008
stupenda descrizione o, meglio, quadro d'autore che mi riporta alla mia terra (non é la toscana ma pur sempre le mie radici) ai primi miei anni di vita quando tutto aveva un altro sapore un altro modo di vivere. Superba poesia che trasmette ai lettori l'intimo sentire della poetessa che io vedo in costante crescita.

