Dante nell'aldilà
Urla di Odio
Lamenti si grevi
si spandon per l'aria putrida e maledetta
Qui stà Cerbero che strazia i dannati
Quivi Minosse li invia ai lor fati
Bruciati dal fuoco, straziati dal ghiaccio
Orribili pene per i rei senza Dio
Con un legno leggero solco mari lontani
Odo canti stranieri che provengon dal cielo
Qui gli spiriti men rei
Soffron si, ma son lieti
Perché son tra i salvati
ed attendon quel sol
che è amor gioia e pace
Poi La luce, i beati
Troppo dolci e incantati
perché bassa ragione possa abbracciar lor cagione
Ancor serbo il ricordo di quei cieli incantati
Visti grazie a colei
che quaggiù tanto amai.
©
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L'autore
Nightfall88
La poesia ha sempre fatto parte della mia vita. Mi ha affascinato sin da bambino quando mio nonno mi leggeva i suoi versi davanti ad un camino scoppiettante impadronendosi prepotentemente di me fino a sopraffarmi. I miei versi vengono dal cuore, Non ho nessuna pretesa stilistica, cerco solo di fotografare quegli ist
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