L'ultima agonia
Inerte, ma bramoso di vivida luce,
invocavi il nome Suo,
non consapevole era il tuo ”io”di tal momento,
tanto edotto fosti,
ma non cogliesti il perche' di tal supplizio.
Tu, figlio del Deita', fratello dell'umanita',
fosti vittima del tuo sangue stesso.
Morente e quasi privo di quella che fu l'arma
dimostratasi vincente
per la nostra salvezza, la tua voce,
perpetrasti il tuo ultimo appello
con occhi afflitti e doloranti.
Attimi strazianti, infiniti, ma giustificati, provasti,
divenendo concorde e sicuro del Suo gesto.
Lui, non ti aveva abbandonato
come inizialmete credesti,
quello che ti accadde
fu solo frutto del Suo amore, della Sua lode,
nei tuoi confronti.
Convinto che lasciasti il segno,
nel Suo creato, ti porto' via, resuscitasti,
e oggi siedi alla destra del Padre.
©
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