Chitarra e Vino
Maledettamente chiara è la notte
si vedono occhi nel cielo
sbarrati nel nulla della paura
Nell'oscurità della malinconia
un richiamo mi sfiora
l’essenza tua di bambino
troppo sensibile
costretto presto a farsi uomo
in questo mondo smisurato
La macchia di vino sul tappeto
è vomito e disagio
follia
d’inutile vivere
Fossi qui ti direi
che forse basta scrivere
per non lasciarsi morire
Illuminato da una notte come questa
hai regalato la chitarra
e furtivo
hai tolto il disturbo
Come in macabro gioco
hai dissolto i connotati di un corpo
amato chissà quante volte
A farmi dispetto
hai lasciato
solo un vaso di polvere
e il tuo ricordo
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Commenti (4)
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Berta Biagini26 marzo 2008
una realistica visione di quanto accade nelle nostre strade - giorno e notte - e, che non si vorrebbe mai vedere.
Paolo Ursaia26 marzo 2008
Poesia tratta dal vero, con tutte le sensazioni, le emozioni... poesia della vita, anche nei suoi aspetti deteriori. Molto piaciuta
G
Gerardo Dadamo26 marzo 2008
una poesia che racconta qualcosa di vissuto, mi piace il contenuto e la capacita' poetica, davvero molto bella
Rasimaco26 marzo 2008
composizione molto bella nei cui versi aleggia una tristezza indicibile, una di quelle tante tristezze che questo mondo riesce con noncuranza a far si che esistano e si manifestino nel dolore di anime sensibili. Si di anime sensibili perché son sempre quelle che finiscono per soccombere e soffrire... stupenda e molto piaciuta.


