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Sociale 3 aprile 2008 · lettura 1 min · 907 letture

Nella stanza dei silenzi solenni

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Oliviero Angelo Fuina 233 poesie pubblicate
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E finisce il mio ruolo di bambino dopo quest’ultimo tiro a pallone fra gli amici di strada, che in comune, solo l’età, e un segreto divide. Fra le mura di una casa che vivo l’infanzia spensierata sta morendo nella stanza dei silenzi solenni dentro gabbie d’un istinto bestiale. Il bonario sorriso di mio padre è di notte che in ghigno si trasforma mi lacera la carne e la coscienza nel disgusto, ma forse mia è la colpa. Lacrime mischio a umidi livori, sono materne braccia a consolare, freddo il rifugio, complice il silenzio che nell’assenza asfissia la speranza. - Ma crescerò com’è giusto che sia e allora avrò vendetta con mio figlio –
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Perché il silenzio non finisce mai di uccidere! Fortunatamente non è una poesia autobiografica... ma è veste empatica che sempre toglie il fiato.

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Oliviero Angelo Fuina
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Commenti (4)

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Osvaldo Spizzirri3 aprile 2008

L'autore nelle sue parole... il figlio nelle sue emozioni... la vendetta è solo il suo sorriso... di quel figlio che vede sempre nel suo viso... ridere ogni tanto fa bene... anche s'è la vita è quello che è l'amore di un figlio... non è un giornale che si trova alla prima edicola... io l'ho cercata ma dalla vita sono troppo innamorato... non conosco il suo viso... è troppo bello il sorriso dell'autore Bellissima...!

Paolo Ursaia3 aprile 2008

Poesia di terribile bellezza... un finissimo studio psicologico in versi, eleganti e ben strutturati. Molto piaciuta

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Orma Detruria3 aprile 2008

in una chiusa che toglie il fiato, cruda e cattiva come certa realtà... splendidamente resa in questa poesia da un autore che ad ogni suo gesto lascia un segno ed una testimonianza preziosa di quella quotidiana realtà che a volte solo ci sfiora, a volte ci sconvolge e ci ispira. tra mura domestiche abbiamo dato uno sguardo alla dolorosa esperienza di un figlio, ci auguriamo che la drammaticità dei suoi affetti non ricada davvero sulla sua futura paternità a perpretare errori che lasciano segni indelebili, devastanti.

Zima3 aprile 2008

rabbrividisco nell'inciso finale... un tema sempre attuale che purtroppo miete vittime innocenti e ancora nemmeno nate ad ogni schiaffo assestato e assorbito in segreto. bella, in uno stile un attimo diverso da come lo ricordavo, forse più sciolto, meno articolato ma perfettamente adeguato alla trattazione proposta. molto piaciuta!