Notte andalusa
Rosa purpurea e nera camicia
vesto
in terra andalusa come ultima sera
notte di fiamme e plenilunio
Ho urlato selvaggia
rotolandomi nuda sulla sabbia calda
prima di gettarmi nelle braccia del tuo mare
Spavalda la testa ad incontrare il sole
del tuo corpo straniero
il mio sogno cosciente
la tua forza già bramava
demone sul mio dorso
che gioca e si strofina
fame e rabbia tracima
Mordace di voluttà
affondo
le mie terga di bestia
in sospiri di cielo
la tua voce roca
annuncia l’arrivo del vento
gemito
aggressione
tempesta di febbre
nelle labbra della follia
morsi di cane
Spremi madido
il tuo nettare nella mia coppa
sento nel ventre
la morte che ride
Nell’aria sapore di cedro
l’albero del Paradiso
©
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Commenti (1)
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Rasimaco6 aprile 2008
passionale e calda, ricca di immagini che ben rappresentano l'intento dell'autrice, descrizione molto intima di un atto d'amore fatto quasi con rabbia. Il lettore davanti ad una manifestazione così intensa si lascia coinvolgere e ne é quasi partecipe.
