E tutto pare normale
Vedi qui è facile germogliare
coniugare parole
tra mare e colle
perchè vi dimora in ogni istante
il sasso che rotola ancora lontano
e l’ulivo che sale e cerca una voce
che poi è la sfida a negare
come tacere date e frasi senz’anni.
Il gabbiano è dirimpettaio del piccione
sotto questo sguardo che vola sospeso
fra il colore disceso che sta a guardare
l’ombra di una stella dietro un dito.
La più brillante riflette
e mette il segno di riconoscimento.
E una rondine cova un lampione spento
senza essere il cuculo che s'annida
sotto un coperchio che pare un cappello
ad ogni finestra che saluta.
La forza allora delle porte aperte
agli incontri nuovi
se si è se stessi non manca.
Eccoli a turno travestire
cigolii sussurri passi
che non potranno franare più.
Nelle sue mani scivola
il rosario di un diario
s’imbeve e li ricopia
e il comprendere nasce e lo riassume.
E tutto pare normale.
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Commenti (1)
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Elisabetta Randazzo7 gennaio 2006
Nelle sue mani scivola il rosario di un diario s’imbeve e li ricopia e il comprendere nasce e lo riassume... Molto bella questa parte del testo...
