Domattina più tardi
Domattina più tardi
così si confonde il pensiero
al suo rifugio
di ripetere
chi sia venuto senza bussare.
E scuote la testa.
Sul portone la polvere
un movimento sui perni della porta
e il vuoto
è uno spessore che pare
non voglia abbandonarsi ad un pennello
nè per volare né cambiare colore
e neanche permeare.
Chissà le scale
se saranno fatte
per salire o scendere
quando le pensi.
E poi le hai di fronte a metà
fra punti e virgole
che cambiano il senso di marcia.
Il risveglio rimanda indietro.
Talora si preme un campanello
ma si sa già che non c’è nessuno.
Qua e là alle prime righe
si lascia un foglio sotto la soglia
come su una panchina.
Si fa così
e il resto da solo vestiti di conforto.
©
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