Mare
Seduta sulla soglia
come su palmo di fata
ammiro attonita
la calma del mare
mi piace parlargli
e in silenzio ascoltarne le storie
eloquente narratore
altre presenze avverto
nel soffio d’onde
d’un respiro regolare
amico immaginario
d’intensa natura
hai la forza
per levigar la roccia
così
sai governare un cuore stanco
e vestirlo di gioia
desiderio di sale
che dà sapore a scialba e angusta vita
puoi saldare putride ferite
sei musica per me
che mai finisce
mi culla
e m’appassiona
un grande amore
e come tale
felicità e rischio
di perpetui naufragi
ma a te torno
e devo ritornare
©
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia9 aprile 2008
La sensazione delle onde, della risacca; profumi e colori, in questa poesia, naturalistica ed intima. Molto piaciuta
Rasimaco10 aprile 2008
poesia molto bella che solo chi é nato in riva al mare può sentire nel proprio intimo con tale intensità, condivido in pieno versi così belli e stupendi e ne resto estasiato, anche io sono nato sul mare e so quale fascino suscita quell'immensa distesa blu che quando é calma da tanta pace e quando s'infuria nulla riesce a fermare.

