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Sociale 11 aprile 2008 · lettura 1 min · 1408 letture

Borgata

D
Daniele Piredda 240 poesie pubblicate
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Con mio figlio per mano ed un litro di latte, uscendo dal bar scavalchiamo motorette. Chiaramente accese sotto ai culi scoperti -almeno fino a tre quarti- di tredicenni ruminanti. Ragazzine truccate con tette enormi al vento, si urlano "vaffanculo" come fosse un complimento. Pieno di sdegno dentro li guardo con forte astio e mentre mi allontano sento: "ma che cazzo vuole questo? " Reagire non servirebbe, con il mio bambino accanto: "adesso lo accompagno, poi torno e faccio Rambo". Ma, andando verso casa, la sua vocina è un sole che illumina il buio pesto della mia borgata interiore. Mi dice "paparino, posso farti una domanda? " Gli rispondo "certo amore, sono qui anche per questo". Lo vedo titubante, lo incoraggio a interloquire, poi finalmente si apre: "ma "vaffanculo", che vuol dire? ".
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Pardòn per qualche frase "colorita", ma... stamo in borgata...

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Daniele Piredda
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Commenti (1)

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Rasimaco11 aprile 2008

bella poesia che purtroppo ritrae uno degli aspetti di questo mondo di oggi. Mondo pieno di se... di no... di ma... e tanti vaffanculo! stupenda!