Borgata
Con mio figlio per mano
ed un litro di latte,
uscendo dal bar
scavalchiamo motorette.
Chiaramente accese
sotto ai culi scoperti
-almeno fino a tre quarti-
di tredicenni ruminanti.
Ragazzine truccate
con tette enormi al vento,
si urlano "vaffanculo"
come fosse un complimento.
Pieno di sdegno dentro
li guardo con forte astio
e mentre mi allontano sento:
"ma che cazzo vuole questo? "
Reagire non servirebbe,
con il mio bambino accanto:
"adesso lo accompagno,
poi torno e faccio Rambo".
Ma, andando verso casa,
la sua vocina è un sole
che illumina il buio pesto
della mia borgata interiore.
Mi dice "paparino,
posso farti una domanda? "
Gli rispondo "certo amore,
sono qui anche per questo".
Lo vedo titubante,
lo incoraggio a interloquire,
poi finalmente si apre:
"ma "vaffanculo", che vuol dire? ".
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Commenti (1)
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Rasimaco11 aprile 2008
bella poesia che purtroppo ritrae uno degli aspetti di questo mondo di oggi. Mondo pieno di se... di no... di ma... e tanti vaffanculo! stupenda!
