Uccidimi con il tuo veleno
Fumo negli occhi
RIVELAMI
rabbia nelle vene
COSA SI CELA DIETRO IL VELO.
Paura del giudizio
SMARRIRE IL FILO DEL PENSIERO.
Non dimenticare di ricordarmi
NON TI HO MAI DIMENTICATA
un ricordo lontano, sbiadito
UN RICORDO CHE HO PROVATO A UCCIDERE,
un viso che sfiorisce
UN RICORDO CHE MI POTEVA UCCIDERE.
Conferme o rimpianti,
UNITI IN UNIVERSI PARALLELI
fuggiamo da inevitabili incontri.
HAI CAPITO CHI SONO DAVVERO?
Impossibile comprendere il pensiero
SIAMO FATTI DELLO STESSO VELENO
solo il mio davvero mortale.
TU NON SAI COSA PROVO DAVVERO
Non so chi sei
L’ANTIDOTO AL TUO VELENO.
Non c’è cura per questo male
FORSE LASCIARLO A CHI PUÒ SOPPORTARE.
Impervio il cammino
DEVI SOLO LASCIARTI PORTARE.
Calma apparente,
TU NON SAI CHE PUÒ FARE MALE.
All’improvviso,
un’immagine, un viso
INCATENO I PENSIERI IN ATTESA
un giorno dovrò riaffiorare
SCRIVI! IL DESTINO NON SI PUÒ INGANNARE
quando avrai sete
e non c’è acqua da bere.
L’UNICA CURA
È FARE DEL MALE
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Commenti (4)
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Rasimaco14 aprile 2008
con coraggio esprimo il mio pensiero... ma é sincero: mi é piaciuta perché mi da la sensazione di assistere ad un concerto polifonico. Molto bella!
D
Daniele Piredda15 aprile 2008
Da approfondire ma d'impatto forte. Tetra, per anime dark e quindi, piaciuta.
Fippo216 aprile 2008
a due voci... concatenata... un chiedersi e un rispondersi... un pò confusamente... com'è la vita... come sono i rapporti... sono in sintonia con questo modo di scrivere...
Clelia Maria Parente20 aprile 2008
Due poesie in una, simpatica tecnica che mi ha affascinata... spero solo che non sia il male a trionfare come risulta dalla chiusa. Buona la tecnica stilistica. Letta per curiosità e riletta per capirne il nesso; piaciuta nell'espressività.


