Terra
Terra, piccola sfera nello spazio immenso,
azzurra brilli, come il cielo in mare
quando mi piace, piano piano, andare
lungo la spiaggia a piedi nudi e penso,
nel giorno luminoso, quale senso
abbia per l’uomo questo depredare
te, generosa madre, che nel dare
non pretendevi avere alcun compenso.
Per folle cupidigia dei tuoi figli
oggi respiri miasmi velenosi,
sei soffocata dall’effetto serra.
Chissà se la purezza dei tuoi gigli
aumenterà, per misteriosa osmosi,
nei cuori umani la saggezza, Terra.
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia22 aprile 2008
Un classico sonetto, fortemente espressivo nella sua lineare eleganza. Molto piaciuta
