Ammiraglio
Maggio non scioglie
i ghiacci di deserti
celesti e inviolati.
Al cuore che scruta
orizzonti marini
fuggenti,
di brina,
manca equilibrio
sul più alto pennone
se ne avverte l'essenza.
Lo stesso ammiraglio
nelle notti umide
dei colli più scuri
scruta,
disegna,
profondità spaziali.
Però l'astrolabio
neanche comprende
la meccanica divina,
rimane una cieca
rifrazione di lenti.
L'urlo incantato
di grilli nascosti
rimarrà
ad aprirgli il cuore.
©
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