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Amore 8 maggio 2008 · lettura 4 min · 6150 letture

Sì e no

K
Karapet 60 poesie pubblicate
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Lasciami. Torna da me. Lasciami. Torna da me. Lasciami in pace nei sogni, riponi il tuo vento, ti prego, quello che t'è sfuggito e ormai non ricordi. Soffialo ancora, dai fallo per gioco o con perfidia, soffialo ancora e spazzami via. Cambia voce faccia capelli statura città lavoro, dileguati ad ogni orizzonte, e trasloca in blocco tutti i miei ricordi. Restami di fronte non sfiorire di un secondo, non t'assentare un attimo e decuplica lo splendido zelo dell'essermi presente. Invecchia presto, guastati, fatti brutta e insensata, perdi interesse come ultimi spiccioli da una tasca. Fissami lo sguardo addosso che io a stento lo sostenga per anni che io ti mantenga perfetta come quando sorridi e libera pure. Dimmi che non sono niente per te, anzi dillo a tutti, scrivilo sui libri, fallo gridare nei supermercati, nei canti indiani, nelle nenie delle nonne. Ma sott'acqua sussurrami che un poco mi hai desiderato, che a volte ancora quel cavallone ti butta acqua salatissima nel naso, nella bocca e quasi potresti affogare su quest'innocuo bagnasciuga. Sfila con cura la tua immagine dal mio involucro e stoccala come un rifiuto radioattivo, sarà comunque inservibile ad altri, scollami da te scollati da me e torniamo ad essere due gradevoli estranei. Abitami dentro, mangia il mio pranzo la mia cena, usa gli occhi miei per guardare, la mia testa per pensare, il mio desiderio per sentire, beato, io, in simbiosi estrema col fantasma, io che succhio linfa da chi non c'è. Fatti muta, non sorridermi più, non scambiare neppure un saluto, parla solo, se proprio vuoi, in lingue morte e perdute che per miracolo tutti possano udire, specie il tuo caro, tutti insieme e ciascuno a suo modo ma non io. Parlami, ti prego, chiamami al telefono, per strada, al citofono, nel sonno, fatti capire, distendi la tua storia, fino ad un momento fa, svagami di parole a fiumi a catinelle di dubbi, sfoghi, incertezze felicità, stupori, grigi, azzurri, gialli e soprattutto rossi fuoco. Pensa e dimmi che è tutto chiaro ora, che di certo c'è ciò che è sparito che festeggi il sollievo e la beffa di ciò che non torna. Appendimi al tuo non so, al dubbio sospeso, alla vulnerabilissima certezza che sfuma e non regge e inquieta avanza e recede sopra il volto, la gola, il petto e i coglioni dei quali mi pregio. Rodi la corda, consumala col tuo mare, togli l'àncora e regalala, fai saltare ogni ormeggio e parti col vento buono e sostenuto in quella direzione che ti indica il mio dito. Stringi più forte la catena togli anelli e tira a te usa elastici, spaghi, funi fili da bucato, trecce di capelli, cordoni della borsa sciarpe, lenzuola, collane, corde di violino per tenerti a me, per tenerti qui, in zona ancora un pò, che ne so? ... magari per sempre. Piangi lacrime fredde che puliscano quegli occhi da sparo che hai da farli risplendere poi in un pianto caldo e scomposto salino, denso e osceno che pianga finalmente il midollo. Asciuga le mie lacrime, usa la lingua, le labbra, la fronte, le vene dei polsi, le dita, i capelli ché da lì come continuare l'ho sempre saputo Fatti lupo e mordimi il cuore, strappa, scuci, sconnetti, dilania, succhia e sputa ché non può esserti cibo ma gioco crudele, iniziazione, educazione alimentare. Riesci liquida, unguento su queste mie cicatrici, sugli squarci aperti, sui dissanguamenti o almeno ridammi la realtà così com'era, bella o brutta, viva o morta. Lasciami. Torna da me. Lasciami e torna da me.
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complimenti, complimenti. (poeta per te zaza)

Commenti (4)

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T
Thomas29 giugno 2008

E' il tuo secondo scritto che leggo. Sei bravo, davvero. Hai la capacità di essere scorrevole e musicale... toglimi una curiosità: scrivi di getto e d'istinto oppure torna sopra più a volte a quello che scrivi? bravo, sì sì

H
Havier De La Roi22 luglio 2008

Questa, è veramente lunghissima... bellissima e lunghissima... è un diluvio.. un fiume in piena, che scorre animato, abitato d'anime inquiete, sempre in forse.. con strane pretese, consumano il pasto dovuto, e alla fine restano lo stesso a stomaco vuoto... è l'anatomia della vita, no? è un si o un no?

h
hy ju18 marzo 2011

Dolcezza, intimità, trasporto, malinconia e passione... Ci sono ondate d'amore in questa poesia che si legge senza stancarsi, scorrevole e fluente, impetuosa come un innamorato.

poeta per te zaza3 giugno 2018

Sul meraviglioso, illogico e insensato, incomprensibile, limpido e chiarissimo, irrinunciabile, spietato, impetuoso, impossibile e indispensabile sentimento che è l’Amore.