Dodici pariglie di ciuchini
Il giorno in cui tutto si dissolverà sconosciuto sarà il viandante, col foulard sfuggito al collo mentre il riflesso d…
Il giorno in cui tutto si dissolverà sconosciuto sarà il viandante, col foulard sfuggito al collo mentre il riflesso d…
Io cane, io cavallo, io mezzadro del cuore sottile mi credo l’ardire, mi pento, di cento indomiti al fianco, mi
Non Delfi ma l’antro Coricio per me fosti, più
Forse è attesa, questa bruma del mare incessante dei tuoi occhi, di pensieri velocissimi che inciampano nel
E’ polvere e vetro il brusìo di questa città. Eppure là dove cigolano irruenti i mocassini una rumba si spiaggia in
I tuoi capelli son pensieri gli occhi miei memorie del più antico degli incontri. E non sirena, non invocazione e
Affonda il letto dell’oceano si disfa del verde cupo il suo smeraldo il tetto del tuo cuore fa acqua ormai e
A pensarci bene, è vecchio questo ritmo, vecchie le parole nuove falsi questi accenti dal colore stinto di
Calma non s’incute chi nuda l’alma s’impose a viver tratta. Purtuttavia m’è d’uopo dire che ‘l nostro fare …
Nella curva nascosta di binari remoti, dentro il fulmineo giardino dei nostri giorni solitari, sotto lo scrutare lieve
Mi canta ancora quel linguaggio antico che domestica sorrisi e piante e tradisce impudico queste infiorescenze. Il
Vibra la mancanza, scuote, morde sgraffia, scuce le onde lunghe della pelle e mai sconfina nell'arido
Sul tuo volto ci sono mille fuochi accesi, accampamenti indiani, mèssi al sole, arance di sorriso, burro e
Non sono qui a scavare ma a spalancare occhi dietro agli occhi sturare orecchi, a disegnare, espandere la pelle per
Sì, oggi io credo nelle coincidenze che punteggiano le vite, credo nei segni fatti di carne e di trama del
Se vedeste quella curva delle palpebre assecondata dalle ciglia crollereste come me nudi e impauriti, andrebbero in
Sì, qui ci vuole un canto nuovo, un altro suono che sappia dire del non so senza torcergli un capello che
Fa troppo caldo per poesie d'amore parlo con te come parlassi con lei come tornassero, illecite, le sorti
Con astute macchinine violentan le piccole stradine del teatro nel frastuono, l'antidoto unico al potere sarebbe la
La leggerezza è virtuale, non passa mai attraverso le giornate. Ci passa, sì, ma trova attrito.
Son tutte calme le donne del mondo. Il punto, invece, è che io sfondo, grondo voglia, fame e sete, e non
Se poi vibrasse vita sotto stoppie di marine e pieghe di sorrisi? dimenticheremmo le brine metropolitane, col tipico
Un tempo tessevi le mie trame come foglietti embrionali mi beavo come al mare e sputavo miele e sangue per non
Non so poi spiegare come queste mattine disseminino tagliole tranelli e affossi fin dai primissimi passi come il vuoto
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