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Amore 18 maggio 2008 · lettura 1 min · 6874 letture

Canti mongoli

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Karapet 60 poesie pubblicate
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inutile dire della curva del viale del magnetico imbrunire del bilico del piazzale sulla città della voce con due suoni son particolari, accidenti declinazioni in lingue che potrebbero ugualmente esser differenti c'era tempesta pioveva fitto e reale fulminava più in là il semplicemente possibile mentre il filo si teneva si faceva nell'origine nel parto dolce e speciale dell'incontro e ci vuol pudore, qui, per non toccare oltre quelle ore misteriose chi ha imposto poi la sua mano leggera? chi ha unto il morto mentr'era vivo? chi non ha retto la forza esatta del momento? chi ha fatto astrazione? chi s'è assentato scisso accecato? a chi è bastato il fischio del treno il rullare dei motori il viaggio sulla mappa? chi ha messo il trucco pesante del troppo sullo stupore del giusto senza resto? chi ha virato al nero la crisi rossa della nascita? chi ha convinto la possibilità della sua impostura? chi ha parlato la lingua della durata al qui-e-ora? chi s'è difeso con l'offesa della decisione? chi s'è impiccato confidando nell'altra vita? Troverai la risposta capovolta a pagina trenta.
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Commenti (1)

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Paolo Ursaia19 maggio 2008

Particolare, origialissima poesia... da leggere e rileggere, cogliendo ogni volta spunti diversi. Piaciuta