Dei marinai
Quelle palpebre di porto
lungo archi
dove i mattoni e le crepe
sono i calli dei marinai
dietro una bottiglia
e una sigaretta di contrabbando
tra un bigo che s’alza
e una malla che striscia accanto.
Il tempo è un fischio di sirena
evitando scogli e secche
poi si scende per ripartire.
Una pennellata
un colpo di timone
e l’onda che fa gemello il ciuffo
tra salso e brillantina
per una maglia a righe
come gli orizzonti
che non finiscono mai.
Quest’anima mancata promessa
presa a prestito
e non restituita verità.
Di sé ricopre il mare.
©
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