Bruma al solstizio d'inverno
Mi volsi al dì nascente
Sull'ermo colle, verso Oriente.
Meste piane di brina avvolte
Iridi cangianti al primo raggio
Sole invitto
Nel giorno della bruma.
Arranca a Occidente
Torbidezza Oscura.
Dionisiache passioni il fuoco incarna
Apollinee speranze la Luce estingue.
Solitudine, rea di pace
Nel bruciante gelo novo sangue scorre
Alle rinnovate membra.
Nel silenzio, anima cheta vaga
Mesce gioia all'assetato core.
Beltà di giovinezza sorge
Nell'Oriente luminoso allegrezza abbonda.
Dimentiche battaglie e spade al sangue
Morte, l'Occidente ammorba
Nitrato d'argento, nova Luce porta.
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L'autore
Phersu
La modestia non è mia amica, perché essa non contempla l'orgoglio. Nella mia umiltà, sono orgoglioso di ciò che sono e di ciò che scrivo. La mia terra sono le montagne emiliane, dove i Celti costruirono i loro calendari di pietra ed adorarono i sacri boschi. Le tribù dei Liguri furono mie antenate, vissero in pace per
Commenti (2)
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Franca Canfora25 maggio 2008
Curatissima nella struttura e nell'esposizione, inguaggio che rievoca liriche antiche, e che personalmente apprezzo moltissimo.
RaggiodiSole16 gennaio 2009
Versi di grande impatto emozionale, estremamente curata di alta cultura . Veramente apprezzata
