L'altra sera
L'altra sera ho abdicato
arreso le mie poche armi
ad un infallibile rimedio,
”dimenticare con minuzia”
mi pare che si chiami,
una pillola
del giorno prima
genialmente postuma
e retroattiva.
M'addormento
e sogno un pozzo
in fondo un tipo
che pensa
scrive
ombroso
un po' impostato.
La mia compagna di letto
dal suo tepore offuscato,
da buona freudiana,
si risente,
”tre piazze sono troppe”
tiro il lenzuolo
le scopro il culo
lunare a sufficienza
ché morfeo mi riacchiappi
appare un carro
campi
un albero da frutto
ed uno stronzo
arrampicato sopra.
Scendi e battiamoci!
Sorride,
dritto dal cretaceo
mi giunge
quel placido sorriso,
in effetti
ha già tutto
quel che mai abbiam
desiderato entrambi.
Il giorno a stento si fa,
saluto, mi vesto,
si fotta il pozzo
il contadino
e 'sta notte chimica
per nulla entusiasmante.
©
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