Cipria
Le strade dove il sole
non arriva senza specchi
dove rimbombano le mani
di chi batte i panni ai muri
e la solitudine poi bussa sempre
sempre più appena un poco
chiudendo il portone
e sotto le logge alla cieca
dove le fontane
sono vedove
che non danno più acqua a freno
ma aggiungono sete al loro nubilato
polvere di riso
sfumature di soprassalto
per lo più spine o come rosa
che profuma e colora
dove la valigia è già fatta di un fazzoletto per.
Così inquieta come l’altrove anela.
Riflettiamo come una goccia di profumo
sempre uno dentro delle piume.
Ma qui gli uccelli
cantano alla luce elettrica.
E la cipria che vola maschera
ci rifinisce senza batter ciglio
a boccate lasciate guardare
le nostre notti
anche noi confusi in quel momento.
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Commenti (1)
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M
Mauro Zappi17 gennaio 2006
”Così inquieta come l’altrove anela.”... molto bello... bravo... Mauro