War end
d' incanto, irruppe l'azzurro;
squarcio' tetre nubi a venire
e in via, di poc'anzi imbrunita,
torno' bimbo moro a saltare.
laggiu', dove rombo di ali
di sua ombra ne fece paura,
lascio' a verdi campi di ferro,
la luce per potersi mirare.
e ando', di sudore e sorriso,
ando', di dolore e fiducia,
ando', a odor di morti e feriti.
ando', l'uomo fiacco a esultare.
e spalo' rabbia e resti di fuoco;
piccono' terra e avanzi di gioco;
innalzo' pareti e pugni di mani
e brucio' sentimenti inumani.
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Commenti (1)
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Apache31 maggio 2008
un grido di speranza, un ode straordina, da brivido, bella nelle parole e nel dolore che trasmette.
