Lettera al potente
Questa intolleranza che ho per te,
forse non è giusta,
ma tant' è.
Sarà che mi dai modo
di essere patetico
e un po' è anche per questo
che mi stai così antipatico.
Perché mi sono rotto
di scrivere parole
sul mondo così marcio,
sull'Africa che muore;
sul negro del semaforo
e sulla puzza del barbone.
Ne ho le palle piene
della gente che sta male
e del dire che si potrebbe,
ma che nessuno vuole fare.
E di sentirmi in colpa
per non dare la monetina
a quel cazzo di vecchietta
che incontro ogni mattina.
A me non è che importa
di rompermi le braccia
per lasciare che mio figlio
non viva una vitaccia;
ma vorrei mai più vedere
il terrore sulla faccia
nella solita inquadratura,
come fosse una minaccia.
Quelle teste così grosse
su quei corpi così fini
e poi pensar che chi li ha ripresi
si becca un sacco di quattrini.
Lo vedi, torno patetico
e ogni volta mi cresce il male,
quando invece sarei euforico
nello scoprir di volerti bene.
©
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