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Sociale 4 giugno 2008 · lettura 2 min · 1331 letture

Lettera al potente

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Daniele Piredda 240 poesie pubblicate
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Questa intolleranza che ho per te, forse non è giusta, ma tant' è. Sarà che mi dai modo di essere patetico e un po' è anche per questo che mi stai così antipatico. Perché mi sono rotto di scrivere parole sul mondo così marcio, sull'Africa che muore; sul negro del semaforo e sulla puzza del barbone. Ne ho le palle piene della gente che sta male e del dire che si potrebbe, ma che nessuno vuole fare. E di sentirmi in colpa per non dare la monetina a quel cazzo di vecchietta che incontro ogni mattina. A me non è che importa di rompermi le braccia per lasciare che mio figlio non viva una vitaccia; ma vorrei mai più vedere il terrore sulla faccia nella solita inquadratura, come fosse una minaccia. Quelle teste così grosse su quei corpi così fini e poi pensar che chi li ha ripresi si becca un sacco di quattrini. Lo vedi, torno patetico e ogni volta mi cresce il male, quando invece sarei euforico nello scoprir di volerti bene.
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