L'aere del core
Leggera è la brezza dell’aere del core,
sopisce sfiorando rimpianti e dolore.
S’insinua cullando stanche visioni,
disegna e colora più grigie tensioni.
Riporta fedele il sereno lasciato,
sì cane al padrone il bastone giocato.
Fiera e bizzosa rinnova gli ardori,
com’è primavera profuma di fiori.
Il sentire tradito, che sa di tracollo,
è squarcio d’autore,
un biglietto d’andata con morte al ritorno,
crogiuolo d’assenza e livore.
Si piegan le ali e si stringono i pugni,
senza muover rumore,
la mente vacilla al dormire del giorno,
ascoltando nel petto il gridar del terrore.
Leggera è la brezza dell’aere del core,
ridesta alla vita, ne trova splendore.
Allenta la stretta della mano tesa,
donando lo slancio per nuova intrapresa.
L’eterno è l’inferno per l’artista mancato,
condanna se stesso al torto accalamato.
Le ali sgualcite ritrovan la piega
perché alla mente, l’amore mai spiega.
©
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L'autore
Exeunt
35enne, mente economica, spirito emotivo. Introspettivo e analitico, almeno così dicono. Pretendo dalla vita il volo giocoso degli slanci emotivi. Ricerco i miei simboli, che sviluppano emozioni, e mi dicono chi sono. Figlio d'attenzione felina, selettivo, fluido. Per me il piacere non è nell'avvere o nel saper
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