Invocazione buffa
Piangi per me
dipingi in azione
e a causa mia
deraglia
confonditi
questionati
fonda il panno agro
nell’acqua mia torrente
rivolgiti e sussurra
quel che puoi
e nel non lecito
dilaga
nell’obsoleto
nel vestito stretto
dei clichés
nei patti piccoli
dei giorni
di queste stanze
architettate
alla tranquillità
tu fanne il giusto scempio
giacché è il risparmio
che va estinto
non certo il debito
fatti esplodere
i bulbi dei capelli
uno ad uno
e porta sangue
nei capillari sperduti
del tuo impero
affila gli occhi
al luccichìo
rapisci al caldo
la tua voce
e scroscia
scroscia tutto
fino all’osso.
(sapessi,
sei così
tanto più bella
da quando non ci sei)
Che ti dico d’altro?
ho finito le cartucce
ed il fiato, infine, s’assottiglia
insieme alla mia voglia.
©
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