Trois femmes
Come faccio
ad invocare la tua fine
per abuso di tranquillità
quando per anni
ho lucidato il purgatorio
con le mie agili
ciabatte?
Come posso ancora
sulle tue spalle
evanescenti
caricar la molla
formidabile
della speranza,
inchiodare
alla tua porta nuova
la lepre antica
e già scappata?
E a te, quell'altra,
con le tue gambe
lucide alla luna,
ed il carico di dolcezza
la cui metà emersa
conforta
e quella sprofondata
ferisce a paralisi,
a te intera,
da intero
potrò mai restituirmi?
Su te, la terza,
che incontri il desiderio
come l'ospite inatteso,
che giochi a non saper
ma schivi bene
lame, spigoli
e punture di scorpione,
che sei speciale e media
nello stesso corpo,
su te potrò mai
accettare di contare?
©
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