L'ultima favella
Tramonta dal cielo il proscenio,
ondivaga la mano vacilla,
incolore, l’esistenza favella.
Narra di sensi, di moti alterni,
di visioni disciolte e mai colte,
d'immagini di figlie ingorde.
Rammenta commossa le ossa,
di resti d’incontri sudati,
d' avanzi di scranni incensati.
Critica attende risarcimento,
all'oltraggio vile e avventato,
decoro scomposto dello sfacciato.
S’abbuia bambina alla privazione,
digiuna illusione del sazio
di tempo migliore o di strazio.
Sorride all’abbaglio del taglio,
fesso riflesso interiore,
fervore di scambio d’amore.
Ne musica in versi il silenzio,
custode eloquente del fato,
conquista dell'anelato.
All’ultima nota esalata,
inno di gloria al sospiro,
congiunge l'abbraccio divino.
©
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L'autore
Exeunt
35enne, mente economica, spirito emotivo. Introspettivo e analitico, almeno così dicono. Pretendo dalla vita il volo giocoso degli slanci emotivi. Ricerco i miei simboli, che sviluppano emozioni, e mi dicono chi sono. Figlio d'attenzione felina, selettivo, fluido. Per me il piacere non è nell'avvere o nel saper
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