Amati donna!
Scrivo quando le parole mi perseguitano o quando mi ronzano intorno ansiose d'emanarsi. Le sento, le vedo mettersi in fila.
Commenti (6)
”la dignità” che si chiama donna, calpestata dall'orgoglio e dalla presunzione da quell'essere chiamato uomo... padre padrone di tutto, anche dei sottili sentimenti, dei profumi delle senzazioni che solo una donna sa esprimere, nlla sua dolcezza nel suo sorriso, nel suo pianto... delicato fiore che non asppiamo raccogliere... la nostra ignoranza... bellissima...!
L'autrice propone una sua soluzione al dramma familiare proposto: invita la donna a staccarsi dai legami imposti, a smettere di essere schiava abbandonando il coniuge che da tempo ha smesso di essere marito. Per quale motivo quindi una donna dovrebbe continuare a comportarsi da moglie? La separazione è opinabile.
Sentita e vissuta, la condizione femminile non muterà mai se non muteremo il nostro modo di amarci...
Versi di grande personalità, quell'urlo taciuto per difendere la propria dignità lo conosco bene ... Vera spontanea e apprezzata tantissimo
la sento molto giusta e vera questa tua poesia. Penso che noi donne dovremmo avere il coraggio di fare certe scelte non appena ci rendiamo conto che le cose non vanno e non andranno. Non sempre si ha la forza... ma non dobbiamo mai arrenderci, molto bella...
Da donna, i tuoi versi hanno subito trovato un canale privilegiato per farsi posto dentro. C'è tutto in quell'"Amati donna". E ho la sensazione che anche ad un uomo arrivi la tua esortazione. La dignità non ha sesso.




