D’abitudine
Zoccoli
lungo quei corridoi
di gatti grigi
d’accenti e ruote cigolanti lamenti
di corsie a barre come guard rail
Zoccoli
che vanno al mare
ticchettio di sassi o sorda sabbia
in fila sullo zebrato e in posa nei gruppi
a struzzo nell’ombra d’ombrelloni.
Zoccoli
anticipo dell’alba
di pane con la luce elettrica
e non più fuoco di camino.
Troppe ansie fumosamente
un attimo in dubbio
un bisogno urgente
l’altrove.
Smarriti e d’abitudine.
Passo a passo
le lettere del loro nome.
Quante di quanto
in così poco legno e cuoio.
©
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