Sala d'aspetto
Ascolto il lento scorrere del tempo
che ad ogni passo aspetta l'alba di un nuovo sospiro;
certezze lontane dal cielo
affannano la mente con cupe speranze,
contorcendola in un'ubiquitaria sofferenza.
Cade la goccia nel vaso,
dove stanno fiorendo i sorrisi,
annaffiati dalle lacrime di un leone che perse la criniera
nel tempo delle fragole;
tra il gusto dell'acerbo e il sapore dell'estate
si colse nella verde terra
la spiga immatura.
Polpastrelli che tamburellano
su fiaccole spente,
tragiche conclusioni epiche racchiuse in una carezza,
come impronte sulla pelle;
lasciano un segno indelebile
quando è il chiarore dell'alba a rischiarare
le ferite,
che trovano il coraggio nel buio
per non sanguinare.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
G
Tutte le opere →
L'autore
Giulia Mancinelli
Nacqui nel lontano 1988. Iniziai a scrivere poesie pochi anni più tardi. Era ed è un bisogno vitale espellere fuori le mie sensazioni. All'improvviso sento come un ciclone dentro di me, qualcosa che non riesco a fermare, cosi, impugno la penna e chiudendo gli occhi, scrivo, mentre si dipana di fronte a me la mia ispira
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
L
Libera Mastropaolo21 giugno 2008
Bellissima poesia triste ma descritta in maniera davvero squisita.