Gocce
Ricordo la tua pelle
come ancora la toccassi
e le gocce
lucide medaglie
che rigavano di sale
il mio petto agitato
spopolata
sembrava la spiaggia
in frantumi
come i miei occhi
che avevano visto cadere
tutti gli idoli bianchi
giganti assurdi e crudeli
schegge di brillanti e specchi rotti
che accecavano di riflessi
il mio giorno
miserabili gocce
asciugavano in fretta
al vento del destino
e ai tuoi sospiri muti
che alzavano un muro
sulle mie emozioni
strascico amaro e gola secca
buffa storia d’amore
finita troppo in fretta
nel bel mattino di giugno
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Commenti (2)
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Stellaerratica29 giugno 2008
a volte abbiamo bisogno di cullarci nei ricordi piacevoli per renderci conto degli idoli dai piedi d'argilla che si sgretolano davanti ai nostri desideri. o addirittura davanti alla realtà. ben accostata l'immagine della spiaggia, in cui l'amore è come le onde, che vanno e vengono lasciando conchiglie belle ma anche rotte, che vanno e vengono portandosi via alghe e ostriche che nascondono perle... con ”buffa” viene stemperata la tristezza di un breve amore che finisce quando l'estate comincia. e il sole riscalda.
Paolo Ursaia29 giugno 2008
Una storia d'amore... alfa ed omega in pochi versi, lineari ed eleganti... piaciuta

