Il male banale
tra mille parole non lette
il mio urlo non scritto
vaghera', come un cane randagio
tra chiuse porte umane.
nell'attesa lo soffochera' la sete.
c'e' pure -lì dentro-
chi vede -ma non sente-.
il tormento che corrode
il tremore di vite così spente
sara' grigiore,
non umano dolore
da cui goccera'
un prisma di lacrime e sangue.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!