Respiro che appanna
Cadono a terra
le foglie confuse
che la bora non disloca
-intrecciate adultere amanti
tra lenzuola di fango.
L'eczema dell'anima
fa sfogo
di pustole euforiche di panica ansia-
E' l'ora che scola
il respiro imbevuto
-dell'inspirato meccanico tempo
che inetto respira-
in un oceano negligente
che nulla riluce
dei raggi di cuore
insaccati tuttora, accovacciati
nelle nuvole della mia testa?
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Commenti (1)
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Alessia Vindice1 luglio 2008
Trovo interessante la poesia nel suo complesso, forti i toni utilizzati, sintetiche le parole scelte ma una terribile dolorosa nota negativa è la strofa centrale mi da la sensazione di star li ad ascoltare un dermatologo appare in tal modo sconnessa dal resto dei versi.