La danzatrice
Sei bellissima mentre volteggi
nel tuo frenetico
e perpetuo roteare.
Tutti gli occhi nella sala fumosa
sono per te e con avidità
ti lasci adulare ed applaudire,
quando instancabile procedi
nella tua danza tribale.
Qualcuno,
lo ammetto, un poco scortese,
negherà il vostro bramoso incontro
o forse giurerà
che è stato l’ultimo,
ancora giurerà.
Altri, storditi dall’alcool,
si vanteranno di averti seguita
sin dentro la casa
dei molti peccati
e di aver pagato
per perdersi teco fino al fiorire dell’alba.
Ora, stanca del tuo danzare
tutti ansiosi aspettano
a chi
tu, paga, deciderai
di concedere
la bianca tua pelle, liscia
come l’avorio.
Ai più timidi, dietro nascosti,
basterà guardarti
scender le scale
e ammirare il tuo nuovo vestito
nero, o rosso.
Sin tanto che la musica suona
concedi qualche passo invitante
e attiri a te illusi pensieri.
Sin ché “niente più va” e
caduta ignobilmente in terra
e già dimenticata,
fra urla gioiose e disperate
forse uscirà
il doppio zero
©
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