Gea partorisce la luce
S'incrostano sul pendio
scosceso e di smeraldo
tagliato qua e là da linee d'asfalto
a grumi i nidi di case
che una frana ogni tanto
spezza d'inverno.
La capra a occhi pieni e pigri
nelle maglie di rame
belante nulla chiede al passante.
Donne che sembrano palle
rotolare zigzagando
migrano alle brune campagne.
Le crepe del sole sul viso
solcano i grevi pensieri.
E amando la terra
accettano Dio.
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Commenti (2)
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Francesco Mariani5 luglio 2008
Uno spezzato di montagna davvero bello (montagna vero? !) . Mi ha fatto pensare a quando d'estate girovagavo per monti, percorrevo sentieri che illuminavano l'anime. Stupenda descrizione dei miei ricordi. Grazie!
Antonio Sammaritano5 luglio 2008
bellissima trasposizione di paesaggi e minuziosi dettagli armoniosamente composti e messi insieme. Purtroppo per la posizione geografica della mia terra mi è difficile ammirarli quotidianamente.
