Metrò
Lunghe rotaie corron nel buio,
intrecci di storie e destini,
i più strani.
Vagabondi pensieri ormai all’oblio
delusi o illusi da finti sorrisi.
Passeggio a disagio sul freddo cemento,
2 euro in tasca con due speranze.
Attendo l’arrivo del tempo che va
e intanto spendo denaro
e con esso la speme.
L’ubriaco con il grande cappello mi fissa
senza emozione,
lo sguardo attraversa il mio cuore
e un’angoscia mi assale.
Ecco è ora:
arriva il métro che porta lontano.
Lontano da miseri poveri uomini vagabondi ubriachi.
Un salto
e son sopra
le lunghe rotaie che corron nel buio.
Prima fredde e grigie,
ora con una storia in più da narrare.
©
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