Lettera dal fronte
Città deserta in cui perdersi
camminando verso il centro di piombo.
L’ultimo sole d’estate
è tramontato da tempo,
dietro la collina.
La battaglia per oggi è finita
e forse ho il tempo per una
sigaretta, l’ultima.
I ricordi volano lontani, su,
nel cielo, oltre i cuori
dei troppi morti ammazzati.
Cara mia bimba,
oggi ho ucciso un uomo,
il primo per me.
È strano sai,
ho schiacciato il grilletto
con automatico gesto,
e solo adesso
odio quell’uomo:
lo odio perché s’è fatto ammazzare.
Come vorrei poggiare le labbra
sulla tua guancia
e stringerti
e desiderarti ancora, ancora...
"Attenti al segnale, ragazzi. "
"Si, Capitano. "
Ciao bambina, ti devo lasciare.
Dobbiamo attaccare e
io e la morte andiamo a farci ammazzare.
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Commenti (1)
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Rosy Marchettini8 luglio 2008
Poesia ben espressa anche se l'avrei fatta più lunga soffermandomi sul dolore di aver ucciso un uomo, il primo! tenero è il voler poter stringere il cuore del'amata, per ritrovare il calore della vita! Molto bella la chiusa !!
