Paure
Sono solo quassù, in questo posto.
Oltre: il grande salto e il vuoto.
Mamma è già andata via.
No, no. È laggiù.
Mi ha aspettato e mi chiama.
Ho paura, che faccio?
Oggi ho visto un bambino;
avrà avuto...
... non so quanti anni, era piccolo.
Correva, correva e rideva,
poi è caduto: piangeva.
Anche i miei due fratelli
sono là con la mamma.
La mamma mi chiama.
Ho paura, che faccio?
La mamma diceva sempre:
“Chiudete gli occhi e
puntate in alto. ”
Ma io ho paura.
Ho deciso: sto qui, ancora un po’.
Del resto qui
è proprio un bel posto.
Già, ma son solo e
tutto sembra un po'meno bello.
Occhi chiusi, punto in alto, mi butto.
Ehi, che bello, ce la faccio.
La paura scompare.
Nido addio: son capace a volare.
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Commenti (2)
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M
Massimo Chiusi11 luglio 2008
poesia che ti incute paura fino allo splendido finale!! E poi ti liberi leggero... tutti dovremmo buttarci!! piaciutissima!!
A
Angioletta11 luglio 2008
spiccare il volo impresa ardua per tutti, prima o dopo bisogna fare il salto! Bello l'incoraggiamento materno!