L'amico
Aria, mi serve aria;
devo uscire, stare da solo,
in mezzo alla folla vociante,
da solo.
Poi in macchina, 5000 giri,
cerco la via che porta lontano da lei.
Radio accesa, alzo il volume
per non sentire il dolore,
poi ti vedo.
Mi fermo, tu sali e inizio a parlare.
Non penso alla noia
delle mie parole,
tu sorridi e ascolti.
Mi spoglio di tutte le ansie,
dei dubbi, delle false certezze.
Tu lì, a fianco,
mi dice “Qui, gira qui, a destra,
poi ferma. ”
Due rintocchi del campanile lontano,
oltre il mercato e la folla vociante,
ormai rincasata.
È giusto tornare: “A pranzo da te? No, grazie,
non posso accettare.
OK... ... se insisti! ”
Torniamo indietro
con poca benzina;
già, quanti chilometri e quante parole...
Fugge il sole del giorno finito.
Grazie amico di avermi ascoltato.
©
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Commenti (4)
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A
Angioletta11 luglio 2008
bellissima, ho provato un po' di nostalgia! chi ha un amico così e' veramente ricco, io l'ho avuta e ora non c'e' piu'! BELLISSIMA.
Zima11 luglio 2008
un testo che, se organizzato diversamente, sarebbe risultato interessante, ma, così posto, assume la forma di un racconto.
Clelia Maria Parente21 luglio 2008
Anche se con stile di prosa, questi versi fanno capire quanto sia importante l'amicizia soprattutto nei momenti di solitudine, quando solo chi ti è vero amico sa capirti e consolarti... Apprezzata
G
Gabriella Caruso14 gennaio 2009
La poesia ha molta forme di espressione. la poesia, come un quadro, ti deve suscitare emozioni, non deve essere una sterile e asettica ricerca di parole. L'estro e la genialità non nasce dalla perfezione. Per questo trovo questa poesia bellissima

