Senso di colpa
Quel rosso di chioma si è spento.
Il nero segna sui volti tuoi cari
un dolore che lento mangia i sensi.
Non mi ricordavo di te.
Non sapevo il tuo male
tu silenziosa disperavi.
Eppure il tuo dolore ha urlato.
Ha fatto piangere e tremare
chi di te non ricordava.
Ora lo so, o lo penso, quello che hai provato.
Prima nuova che da lontano batte.
Poi urlo, schiaffo,
la mia coscienza sbatte.
Ora ho afferrato, il tuo viso.
Nell'archivio nervoso, all'improvviso
tra pensieri distratti e parole vaganti,
pur non contando i tuoi pianti.
Poi nuova di nuovo dolore
di un altrui male, con amaro stupore.
O paesino, dove colori e sapori
altra tinta e altro aroma non provano
dimmi perché!
di spietato vermiglio il pallore
deve tingersi dal tallone al ciglio.
O di me vita non degna
cingi d'amore i corpi stanchi
dai calore alle menti affrante
fa che di loro carità sia pregna.
©
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Commenti (1)
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Zima15 luglio 2008
risulta così difficile afferrare ogni parola di questa poesia, che ci si può solo lasciar tormentare da una stessa angoscia, ben trasferita al lettore tramite le parole. intima, dolorosa, triste. piaciuta.
